2008 8 Mar

Si tratta di un innovativo motore di ricerca basato sulla logica del web 2.0 che permette a tutti gli utenti di inserire nuovi link e segnalare parole chiave correlate.
La forza di questo nuovo progetto, completamente made in Italy, sta proprio nella volontà di creare un motore di ricerca completamente gestito dagli utenti senza il ricorso ad alcun tipo di spider.
L’indirizzo è http://www.ggoal.com/
3 Commenti per "Un motore di ricerca 2.0 made in Italy"
Ciao grazie della segnalazione, l’ho provato ed effettivamente è una buona idea con ottime potenzialità. Fondamentalmente si tratta di un motore di ricerca che può essere gestito dagli utenti attraverso l’inserimento di parole correlate o link attinenti alla ricerca effettuata.
Tra gli altri servizi c’è quello di bookmark, di ricerca avanzata e di wishlist (che sarebbe un servizio che ti permette di suggerire una ricerca sulla quale poi riceverai dei feedback dagli altri utenti o dal team).
Se ci sarà un allargamento della community penso possa essere un buon motore da affiancare a quelli più diffusi.
Beh complementi a questo progetto italiano! Come già detto da Sam si tratta di un motore gestito dalle segnalazioni degli utenti.
Il servizio ha molte funzionalità, vi elenco quelle che ho collaudato:
1- inserisci una nuova keyword
2- se trovi dei risultati puoi incrementare la ricerca inserendo altri link che vuoi segnalare o parole chiave associate
3- se non trovi un risultato lo segnali come ricerca desiderata e a quel punto saranno gli altri utenti che entrano o gli amministratori ad aggiungere link associati.
3 bis- se non trovi un risultato ma hai dei link da segnalare allora inserisci la nuova keyword e aggiungi i link che vuoi.
Beh sicuramente è un progetto che offre diverse possibilità di ricerca, sicuramente è ancora agli inizi quindi in alcuni casi ci sono pochi risultati ma come progetto web 2.0 ovviamente si basa sulla crescita di una comunità per poter crescere.
[...] 2.0. Grazie anche al blog King Felix con il suo simpatico pinguino a mo’ di logo, a Matteo Dini e a Towerlight [...]
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